Periplo del pizzo Arera

Periplo del pizzo Arera

Per conoscere a fondo una montagna come il Pizzo Arera a volte non è sufficiente risalirne i ripidi versanti e giungere alla vetta. Certo, tutto ciò è molto appagante e la fatica vien subito ripagata dagli infiniti e spettacolari panorami che la cima riserva all’escursionista. A volte, però, per osservare la conformazione e le varie sfaccettature dei suoi versanti, per addentrarsi nel fitto di quell’ambiente così particolare che ad ogni piega cambia forma e aspetto, passando dalle verticali pareti che a volte incutono timore alle più dolci e serene dune erbose, occorre proprio girargli tutt’attorno, compiendo quel lungo periplo che ha come punto di partenza e d’arrivo il Rifugio Capanna 2000. Un grazie allo zio montagnino, Emy, per avermi accompagnato nel lungo percorso e all’amico Maurizio Scalvini per avermelo suggerito con le sue belle fotografie.

Descrizione del percorso

Raggiunto il Rifugio Capanna 2000 mediante una comoda camminata di circa 40 minuti lungo il sentiero 221 CAI che parte dalla località Plassa, ora raggiungibile in autovettura mediante la strada che parte da Zambla Alta, proseguiamo brevemente alle spalle del rifugio sino a raggiungere alcune indicazioni sentieristiche.

Imboccato verso destra il sentiero 244 CAI, proseguiamo lungo il facile percorso che con un lungo traversone in quota taglia completamente il versante sud del Pizzo Arera. Il sentiero, pur non essendo mai troppo difficile, si presenta stretto in più punti e con tratti, che complice la significativa pendenza e la possibilità di scivolare su terreno sdrucciolevole, sono stati attrezzati con funi o catene.

Dopo circa un’oretta di comodo cammino, oltrepassata una particolare croce metallica applicata su una roccia sporgente, si raggiunge la Forcella di Valmora (1994 metri) con l’omonima cima che maestosa si eleva poco distante sulla nostra destra. Il sentiero diviene ora maggiormente impegnativo e, percorso in breve tratto in lieve discesa su distesa erbosa, prosegue con maggiore inclinazione su sentiero molto sdrucciolevole.

Passato un breve tratto esposto munito di funi, si discende velocemente con stretti zig zag sino a perdere quota e raggiungere quasi i 1700 metri circa di altitudine. Si prosegue poi quasi in falsopiano al fine di bypassare un costone roccioso e si riprende la salita su un faticoso ghiaione che permette di guadagnare poco più di 100 metri di dislivello. Ci troviamo nell’anfiteatro nord – est del Pizzo Arera e, proseguendo, siamo accompagnati alla nostra destra dalle conosciute cime orobiche: la Presolana, i Diavoli, il più mite Monta Camplano e più in basso la zona degli impianti sciistici Sempreneve da tempo in stato d’abbandono.

Raggiunta un altura in prevalenza erbosa, ci troviamo ora difronte ai contrafforti della Corna Piana ed il lungo sentiero che diagonalmente dovremo ora percorrere sino all’omonimo passo, a quota 2133 metri. Dal passo di Corna Piana, ove è possibile sostare alcuni minuti al cospetto della parete nord del Pizzo Arera, riprendiamo il cammino mantenendoci lungo il segnavia 244 CAI che, dopo un tratto in falsopiano, discende nuovamente attraversando il mandrone dell’Arera per poi risalire e raggiungere il versante che volge verso la Val Vedra. Ancora un tratto in falsopiano e quindi una lunga discesa ci riporta al Rifugio Capanna 2000.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data escursione 10 Settembre 2012
Località partenza Passo di Zambla in Oltre il Colle, loc. Plassa d’Arera
Sentieri utilizzati CAI 221 – 244
Tempi percorrenza 6 ore (percorso ad anello)
Altitudine massima 2138 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti esperti)
Acqua sul percorso Solo presso il Rifugio Capanna 2000
Note Nessuna

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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