Pizzo Recastello

Pizzo Recastello
recastello

La conca del Barbellino, in alta val Seriana, è la zona ove sono situate alcune tra le più alte vette orobiche. Tra queste prestigiose cime, svetta il Pizzo Recastello. La favorevole posizione, quasi perfettamente verticale sul bacino del Barbellino, rende questa cima una delle mete più frequentate dagli escursionisti esperti che, dall’alto dei suoi 2886 metri di altitudine, possono godere, dopo tanta fatica, di un’invidiabile panorama d’alta montagna e scorgere la sagoma verde smeraldo del lago del Barbellino.

Descrizione del percorso

E’ un’escursione lunga ed a tratti impegnativa che prende il via dalla località Grumetti di Valbondione ove si imbocca il segnavia 305 CAI che, in un paio d’ore circa, raggiunge la conca del Barbellino ove sorgono gli accoglienti rifugi Antonio Curò e UEB Consoli. Dopo la breve pausa si riparte e, superata la Santella votiva, poco sotto il Rifugio Curò, si prosegue fiancheggiando lo splendido bacino artificiale. Poco dopo, giunti in corrispondenza delle cascate che scendono dalla Valcerviera, pieghiamo a destra e risaliamo questo ripido tratto di sentiero, indicato col segnavia 321 CAISentiero Naturalistico Curò”, che in breve ci permette di guadagnare quota e ci introduce in questa splendida vallata. Passato il ponticello in legno a monte di una cascatella, proseguiamo quasi in falsopiano seguendo le indicazioni presenti sulle varie rocce.

Pian piano il sentiero aumenta la sua pendenza. Fiancheggiamo una splendida cascata che scende da sinistra e, poco oltre, raggiungiamo l’ampio pianoro erboso ove non sarà difficile scorgere qualche attenta marmotta. Proseguiamo seguendo le indicazioni che portano il sentiero ad inerpicarsi repentinamente a sinistra. Raggiunta quest’altra altura, seguendo ora solo le indicazione poste sulle pietre che indicano la via verso il “Recastello” e tralasciando quindi il sentiero verso il Rifugio Tagliaferri, risaliamo verso sinistra. Poco sopra occorre seguire alcuni ometti di pietre e raggiungere la zona dell’ampio ghiaione che discende, alla nostra sinistra, dalla parete del Pizzo Recastello.

Radunate le forze, si procede salendo a zig zag su questo sfiancante ghiaione detritico sino all’attacco del canalino attrezzato. Dopo aver indossato il caschetto protettivo, attacchiamo questo divertente canalino attrezzato facendo attenzione a non smuovere sassi che potrebbero colpire qualche escursionista che segue alle nostre spalle.

L’uscita dal canalino offre già un panorama strepitoso; risaliamo la traccia di sentiero su sfasciumi di roccia sino ad un piccolo valico che ci proietta sul versante opposto, a picco sul bacino del Barbellino. Ora possiamo seguire il sentiero che, inizialmente quasi pianeggiante, prosegue sotto la vetta e poi la raggiunge sul finale tra sfasciumi che cedono un poco, oppure, dal piccolo valico, piegare immediatamente a destra e proseguire lungo la facile cresta sino alla croce di vetta, a quota 2886. Eccezionale panorama sul Pizzo Coca, parte del Redorta, il Diavolo della Malgina, i vicinissimi Monte Gleno, Pizzo Tre Confini e Pizzo Strinato.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 17 Agosto e 8 Settembre 2011
Località di partenza Valbondione, frazione Grumetti
Sentieri utilizzati 305 CAI e in parte 321 CAI
Tempi di percorrenza 4 ore e mezza circa (percorso di salita)
Altitudine massima 2886 metri
Attrezzatura Da escursionismo + caschetto
Difficoltà EE (Escursionisti esperti) – I (Alpinistico)
Acqua sul percorso Si
Note Possibile appoggio presso Rifugio Curò
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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