Rifugio Curo’ da Maslana

Rifugio Curo’ da Maslana

Dopo l’escursione del 4 luglio scorso, nell’ambito dell’evento organizzato da 1° Pieroweb, eccoci ancora ad affrontare il comodo sentiero panoramico che conduce sino al Rifugio Curò. Il punto di partenza è la località Grumetti di Valbondione dove, parcheggiata l’autovettura, imbocchiamo un ripido sentiero boschivo che in breve si collega al segnavia 305 CAI. Continuiamo lungo la strada sterrata che, poco oltre, diventa un comodo sentiero. Con moderata pendenza ed attraverso alcuni tornanti raggiungiamo l’ultimo tratto scavato nella roccia e quindi la splendida conca del Barbellino ove sorge il Rifugio Curò.

Descrizione del percorso

Dopo un’ottimo pranzo consumato presso il rifugio, giunge l’ora del ritorno a casa. Alle spalle del Rifugio Curò, in corrispondenza del vicino Rifugio Consoli dell’UEB (Unione Escursionisti Bergamaschi), imbocchiamo quindi il segnavia 332 (EE) per Maslana che, con l’aiuto di alcuni cavi metallici, posti nel primo tratto in punti maggiormente esposti, ci permette di scendere velocemente di quota sino a raggiungere la zona dei macigni dove nel periodo estivo è possibile godere dello spettacolo sulle cascate del Serio. In breve siamo quindio anche presso l’Osservatorio floro – faunistico di Maslana, di recente inaugurazione, e, poco oltre, il caratteristico borgo montano di Maslana.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 24 Luglio 2009
Località di partenza Valbondione
Sentieri utilizzati 305 (E)332 (EE) CAI
Tempi di percorrenza 2 ore e mezza circa
Altitudine massima 1915 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà EE (Escursionisti esperti)
Acqua sul percorso Si
Note E’ presente tratto attrezzato con catene

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *