Rifugio Olmo e Valle del Papa

Rifugio Olmo e Valle del Papa

La sua posizione è di tutto rispetto! Dolcemente adagiato in una conca poco sotto il Passo Olone, il Rifugio Olmo gode dell’invidiabile vista sul dolomitico versante sud della Regina delle Orobie: la Presolana. Un’escursione in ampie zone prative, ricche di malghe e baite, che, lungo un appagante giro ad anello, toccherà parte della stretta Valle dei Mulini per poi raggiungere, attraverso il passaggio in una buia galleria scavata nella roccia, la bellissima Valle del Papa.

Descrizione del percorso

Si parte da Rusio, piccola località in Castione della Presolana, dove, in corrispondenza della Trattoria dei Mulini, possiamo parcheggiare la nostra autovettura. Al di là del torrente che scende dalla valle dei Mulini, troviamo le chiare indicazioni per il Rifugio Olmo e l’imbocco del segnavia 317, una larga mulattiera, che, inizialmente con leggera pendenza e poi con maggiore ripidità, seguiamo attraverso la zona boschiva sino a raggiungere la Baita Pozzetto.

Proseguiamo e con qualche ampio tornante guadagniamo quota, in quest’area più aperta e dalle ampie visuali, sino alla zona prativa della Malga Campo, a quota 1528 metri, appena poco sotto un piccolo laghetto. Ora i panorami si estendono ampiamente sulla parete sud della Presolana mentre a sinistra sul Monte Campo ed i numerosi torrioni della cima di Bares. Dal piccolo laghetto prendiamo a sinistra ed imbocchiamo il classico sentiero montano che, risalendo gradualmente a mezza costa, ci porta, dopo un ultimo strappo, a raggiungere il Passo Olone, a quota 1850 metri.

Dopo qualche bella foto panoramica, scendiamo il versante opposto e, attraverso una zona rocciosa, ci abbassiamo ripidamente con alcuni zig-zag. Poco sotto, ad un incrocio di sentieri, prendiamo a destra e seguendo un tratto quasi pianeggiante e su fondo ghiaioso raggiungiamo in breve il caratteristico rifugio Olmo.

Dopo la meritata sosta al cospetto della dolomitica Regina delle Orobie, riprendiamo la camminata seguendo le indicazioni (poste su due pannelli in legno poco distanti dal rifugio) del segnavia 318 CAI – Valle dei Mulini. Pertanto, seguendo la traccia di sentiero, risaliamo l’ampia zona erbosa in direzione della Presolana sino a raggiungere, in poco meno di quindici minuti, il promontorio dal quale è possibile osservare, sul versante opposto, un’ampia zona ghiaiosa che scende da sinistra; alla nostra destra troveremo invece il Monte Olone. La prossima tappa sarà il Colle della Presolana e, pertanto, imbocchiamo l’evidente sentiero che, a mezza costa, taglia l’enorme ghiaione che forma quasi un ampio semicerchio passando infine sotto le pendici del Pizzo Corzene. Sotto di noi, nell’ampio vallone, è possibile notare le tracce del segnavia 318 CAI che volendo è possibile seguire per giungere più rapidamente alla Malga della Presolana.

Dopo aver percorso il sentiero a mezza costa ed aver attraversato la zona detritica del ghiaione, giungiamo in un punto in cui è possibile notare l’enorme erosione ed il franamento, probabilmente dovuto all’acqua, di parte di un costone roccioso. In questo punto troviamo le indicazioni per il Monte Corzene (a 35 minuti), il Rifugio Olmo (ad un’ora di cammino) ed il colle della Presolana che, scendendo in una bella abetaia raggiungiamo in poco meno di 15 minuti. Raggiunto il colle della Presolana, tenendo alla nostra sinistra la cima del Monte Cornetto, scendiamo seguendo le indicazioni del segnavia 319 CAI verso la Malga della Presolana, a quota 1538 metri, che raggiungiamo, dopo aver attraversato il torrente poco più sotto, in circa venti minuti.

Dalla Malga della Presolana, seguendo le indicazioni sentieristiche, imbocchiamo il segnavia 318 CAI che, scendendo nel fitto bosco, dopo aver fiancheggiato il piccolo torrente, raggiunge un cartello con le indicazioni per la Valle del PapaGalleria e per Rusio (segnavia 318) attraverso la Valle dei Mulini.

Volendo raggiungere brevemente il punto di partenza è consigliabile scendere lungo il segnavia 318 CAI e, passando attraverso la Valle dei Mulini, raggiungere la località di Rusio; altrimenti, seguendo le indicazioni per la Valle del Papa si prosegue risalendo con lieve pendenza il sentiero che, poco più avanti, segue le condutture dell’acqua; ricalcando poi un muretto a secco giunge sino ad una lunga galleria scavata nella roccia. Muniti di lampadina artificiale, ed abbassando il capo per evitare delle capocciate, penetriamo in questa buia galleria ove, tra l’altro, proseguono le condutture dell’acqua parzialmente sotterrate. All’uscita ci troveremo nella bella e verdeggiante Valle del Papa. Scendiamo seguendo il sentiero che con alcuni tornanti ci porta sino ad una baita dalla quale scendiamo poi attraverso i prati sottostanti seguendo tracce di sentiero appena visibili. Passati alcuni piccoli laghetti, che avremo alla nostra sinistra scendendo, raggiungiamo in poco tempo l’evidente sentiero. Seguiamolo a destra sino a raggiungere, dopo circa mezz’ora abbondante, la vista di alcune baite più basse ed un bivio in corrispondenza di vialetto che a sinistra prosegue in piano contornato da una recinzione di pietre. A questo bivio prendiamo a destra ed in meno di dieci minuti raggiungiamo l’abitato di Rusio e, quindi, la Trattoria dei Mulini.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 24 Maggio 2010
Località di partenza Castione della Presolana, frazione Rusio
Sentieri utilizzati 317 – 319 – 318 CAI
Tempi di percorrenza 2 ore e mezza circa
Altitudine massima 1850 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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