Sentiero dei Pizzetti

Sentiero dei Pizzetti

Più che una ferrata, il sentiero dei Pizzetti, o dei Pizzett, è un itinerario per escursionisti esperti che si snoda su sentiero e su roccia, in ambiente molto panoramico ed in certi punti esposto, che, in gran parte attrezzato con catene e qualche piolo, permette di raggiungere il Rifugio Riccardo Piazza e la vicina Chiesa di San Martino. Il sentiero prende il nome da due torrioni rocciosi che, alla base del Monte San Martino, si incontrano nella parte bassa dell’escursione.

Descrizione del percorso

Raggiunta la via Santo Stefano di Lecco, parcheggiamo l’auto in corrispondenza dell’incrocio con la via Monte Spluga difronte alla quale, in corrispondenza di un cancello verde malridotto, che non delimita alcuna proprietà, inizia il nostro sentiero. Ci inoltriamo immediatamente nella folta vegetazione seguendo l’ampio e ben battuto segnavia che, dopo un primo tratto pianeggiante, superata una curva, inizia ora a risalire sulla sinistra, ripido e con diversi zigzag, sino a raggiungere un sentiero in piano con una roccia che riporta trascritta l’indicazione rosso/bianca del segnavia 53.

Pieghiamo ora verso sinistra ed immediatamente dopo raggiungiamo il cartello giallo che indica l’inizio del sentiero dei Pizzetti. Proseguiamo lungo il sentiero che, richiedendo ora maggiore attenzione, dopo aver risalito alcune facili roccette, guadagna quota e sbuca panoramico, nella bassa vegetazione, sul bellissimo Lago di Lecco e la sua città. In breve raggiungiamo l’intaglio tra i due pizzetti, slanciati ed alti sopra di noi, dove, in corrispondenza di alcune catene, ha inizio la nostra ferrata.

Raggiunta la base dell’intaglio, possiamo raggiungere la vetta del primo pizzetto salendo a destra il breve sentiero che, munito di una catena di sicurezza, ci permette di raggiungere la cima ove, in compagnia di una croce metallica con tanto di altarino, a cui poco distante è stato affiancato anche un tavolo in legno con panche, possiamo godere di un privilegiato panorama sulla confusa città di Lecco. Disceso il pizzetto, raggiungiamo nuovamente la base dell’intaglio e, proseguendo dalla parte opposta, risaliamo, con l’aiuto di altre catene, un canaletto roccioso che porta al panoramico sentiero.

Agganciati sempre alla nostra catena, continuiamo lungo il segnavia 53 che, quasi sempre a picco sul lago e sulla sottostante strada statale, ci conduce sino ad una ulteriore zona di sosta corredata da una panca in cemento. Ripartiti, raggiungiamo una zona detritica e, con l’aiuto di alcune catene, oltrepassiamo, salendo verso sinistra, alcune roccette sino a raggiungere alcuni grossi blocchi di roccia che, con molta attenzione in quanto si tratta di un punto maggiormente esposto, superiamo con l’aiuto della catena.

Raggiungiamo in breve gli unici due pioli metallici applicati su una roccia che, unitamente alla catena, ci permettono di risalire e superare l’ultimo tratto attrezzato dove sostanzialmente termina il Sentiero dei Pizzetti. Una breve pausa ci permette di ammirare alcuni favolosi scorci sul Lago di Lecco. Ancora un breve tratto di sentiero nel bosco e, poco dopo, raggiungiamo la fontana dedicata a Carlo Mauri e il vicino rifugio Riccardo Piazza con la caratteristica Chiesetta di San Martino.

La discesa può avvenire per il medesimo sentiero di salita oppure proseguendo lungo la Ferrata dei Tecett che termina in località Pradello, in corrispondenza del Ristorande Bodega. Successivamente, attraverso un sentiero pianeggiante che fiancheggia le alte reti parasassi, raggiungiamo in circa venti minuti la via Santo Stefano di Lecco.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non presente.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 5 Novembre 2009
Località di partenza Lecco
Sentieri utilizzati Non classificato
Tempi di percorrenza 2 ore circa (percorso di salita)
Altitudine massima 767 metri
Attrezzatura Da escursionismo + set da ferrata con caschetto
Difficoltà EEA (Escursionisti esperti con attrezzatura)
Acqua sul percorso Presso il Rifugio Piazza
Note Tempi del percorso di salita

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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