Sentiero del Cardinale

Sentiero del Cardinale
Sentiero del Cardinale - Pizzo Tre Signori

Era la mattina del 20 agosto 1913 quando il Cardinale Andrea Carlo Ferrari, di ritorno dal Pizzo Tre Signori, sorpreso da un violento temporale fu costretto a trovare riparo sotto una grotta creata da un’enorme macigno. Una grotta, posta lungo quel sentiero che oggi conserva nel suo toponimo il ricordo di quell’evento, dove è stata posata una piccola lapide in marmo che ne racconta i pochi particolari.

Descrizione del percorso

Molto meno impegnativo del sentiero del Caminetto, utilizzato quest’oggi per risalire in vetta al Pizzo Tre Signori, il Sentiero del Cardinale è in realtà un tratto di via pianeggiante che mantenendosi in quota collega la Bocchetta del Piazzocco con il Pian delle Parole, e quindi il Rifugio Grassi. Dalla vetta occorre scendere in direzione della Bocchetta d’Inferno ma, appena pochi metri sotto la vetta, occorre piegare a sinistra verso il Rifugio Falc, lungo la traccia ben visibile che passa sopra un’enorme zona di grossi macigni. Con facile discesa si raggiunge quindi la Bocchetta di Piazzocco, a quota 2252 metri, dalla quale, seguendo le chiare indicazioni, si imbocca il Sentiero del Cardinale. Con minima difficoltà percorriamo il sentiero in quota che passa alto sopra il Lago di Sasso, sino a raggiungere la località Pian delle Parole e, poco più in basso, il Rifugio Grassi dal quale poi rientreremo utilizzando il sentiero di salita.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 21 Luglio 2011
Località di partenza Utilizzato per il ritorno dal Pizzo Tre Signori
Sentieri utilizzati Non indicato
Tempi di percorrenza 2 ore circa
Altitudine massima 2553 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Presso il Rifugio Grassi, se aperto
Note Tratta del sentiero dalla vetta del Tre Signori al Rifugio Grassi
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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