Giro delle Podone

Giro delle Podone
Giro delle Podone

Un’escursione fuori porta ovvero a due passi da casa, non troppo elevata dal punto di vista altimetrico, per nulla difficoltosa e molto importante dal punto di vista storico: è questa, in sintesi, l’escursione sul Monte Podona che, svolgendosi lungo un percorso ad anello e toccando ben due cime della medesima montagna, viene comunemente chiamata il Giro delle Podone.

Descrizione del percorso

La partenza avviene da Lonno, piccola e soleggiata frazione di Nembro, dove, raggiunta la piazza della Chiesa, è possibile parcheggiare l’automobile. Imbocchiamo quindi la via Buonarrotti, con direzione del campo sportivo, sino a raggiungere la via Monte Podona che percorreremo svoltando alla nostra destra. Dopo un breve tratto di quella stradina lastricata, risaliamo a destra l’inizio del sentiero 535 CAI che, inizialmente con qualche gradinata, ci conduce nell’ampia zona boschiva della vallata percorsa dal Rio Fontana. Con moderata pendenza, raggiungiamo in breve l’incrocio di sentieri posto proprio sotto il colle del Forcellino (a quota 863 metri).

Tralasciando le indicazioni per Selvino, continuiamo a sinistra lungo il sentiero 535 CAI che, passando di fianco ad un roccolo e seguendo stretti tornanti, risale ripido la spalla a tratti rocciosa del monte. Poco oltre, il sentiero diminuisce la sua pendenza e, dopo un breve tratto erboso che permette di scattare qualche bella foto panoramica, si continua nel fitto bosco sino a raggiungere un enorme traliccio. Manteniamoci lungo questo sentiero e, proseguendo in leggera salita, attraverseremo una zona rocciosa dopo la quale un ultimo strappo con moderata pendenza ci permette di raggiungere la croce in vetta ovvero la Punta Sud del Monte Podona, a quota 1192 metri.

Mantenendoci costantemente in cresta, scendiamo leggermente di quota e, poi risalendo, proseguiamo lungo il tratto roccioso sino a raggiungere la seconda cima del monte Podona, la cosiddetta Punta Nord, a quota 1227 metri, sulla quale svetta una piccola croce. Anche da quest’altura il panorama è ampio e gradevole su tutta la pianura padana e sulle bellissime Orobie. Appena sotto di noi la conca che ospita la località turistica di Selvino mentre dall’altro versante la verdeggiante Val Formica, ai margini della quale svetta la cima del monte Costone, con i suoi lineamenti morbidi, mentre più a sinistra il versante crestoso della Filaressa e la piana della frazione di Monte di Nese.

Scendiamo ora seguendo il crinale che, inizialmente ripido, entra in una fantastica faggeta. Ora, scendendo più comodamente, attraversiamo verdi zone prative e pascolive sino a raggiungere la piccola frazione di Salmeggia, a quota 1063 metri, un tempo tappa della Via Mercatorum, importante arteria di comunicazione medioevale che collegava Val Seriana e Valbrembana, ma anche il luogo dove nacque il grande pittore italiano Enea Salmeggia, detto Talpino. Una maritata sosta, magari approfittando anche di uno spuntino genuino presso la vicina trattoria Merelli (tel. 035.514870), ci consente di ristorare anima e corpo in questo tranquillo luogo immerso nel verde, lontano dalla vicina, e sempre più chiassosa, Selvino.

Il sentiero di ritorno inizia proprio vicino alla trattoria Merelli dove, imboccato il sentiero lastricato del segnavia 534 CAI, scendiamo tra alcune zone pascolive per poi addentrarci nella fresca Val Formica. Al primo bivio sentieristico, prendiamo a sinistra tralasciando a destra il 533 CAI che conduce a Monte di Nese. Attraverso un sentiero pressochè a mezza costa lungo il versante sinistro orografico della Val Formica, attraversiamo le pendici del Monte Podona. A parte qualche saltello roccioso il sentiero perde quota leggermente e non diviene mai troppo impegnativo. Raggiungiamo dopo circa tre quarti d’ora una piccola grotta naturale che contiene l’immagine di una Madonna e, dopo una leggera salita, raggiungiamo i prati alla periferia di Lonno e quindi il punto di partenza a conclusione del nostro giro ad anello.

1. Il giro delle Podone è un’escursione che ho ripercorso ben due volte in pochi giorni, sia il 12 aprile, dopo le recenti nevicate di Pasqua, che due giorni più tardi, il 14 aprile, con la neve ormai già disciolta dalle miti temperature. L’album fotografico, pertanto, verrà suddiviso in due sezioni, una relativa al 12 e l’altra al 14 aprile, cercando di evitare il più possibile di inserire lo stesso soggetto fotografico in entrambe le sezioni.

2. L’escursione del giorno 14 aprile presenta una piccola variante nel sentiero di ritorno: partendo sempre dalla Trattoria Merelli, si scende sino al bivio per Monte di Nese (segnavia CAI 533) e, come per il percorso del 12 aprile, si prosegue verso sinistra. Appena poco dopo, anziché proseguire lungo il 534 CAI, si imbocca a destra il sentiero con l’indicazione per la Baita G.A.P., un caratteristico rifugio per soli soci. Raggiunto quest’ultimo, si scende su comodo sentiero sino ad una baita posta rurale alla sinistra, in zona prativa dove si prosegue a sinistra per Lonno seguendo le indicazioni blu poste su un abbeveratoio in cemento ( ← Baita LONNO → ). Attraversato il verde prato ed il limpido torrente, si risale sino a percorrere comodamente a mezza costa le pendice del monte Podona. In prossimità di Lonno questo sentiero, a tratti esposto, si ricongiunge poi con il 534 CAI.

Gallery fotografica

12 aprile:

14 aprile:

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 12 – 14 Aprile 2010
Località di partenza Nembro
Sentieri utilizzati 535 – 534 CAI
Tempi di percorrenza 1 ora e mezza circa
Altitudine massima 1227 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Nulla
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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