Ciaspolata lungo la Costa del Palio

Ciaspolata lungo la Costa del Palio

Lunga ma appagante ciaspolata che, con un giro ad anello ambientato in una delle più suggestive aree dell’arco prealpino bergamasco, tocca alcuni dei luoghi più significativi dell’alta vall’Imagna: i tre Faggi, la Madonna dei Canti, il passo del Grassello, lo Zuc di Valbona ed a seguire la panoramica dorsale della Costa del Pallio e l’omonimo passo, sino a raggiungere il caratteristico Rifugio Tironi Consoli.

Descrizione del percorso

La partenza avviene da Fuipiano Imagna e, precisamente, dall’area di sosta posta lungo la via Milano dove, parcheggiata l’autovettura e calzate le ciaspole, imbocchiamo il sentiero 579A CAI che, dapprima attraverso un fitto bosco di faggi e poi su ampie radure, sale dolcemente raggiungendo, in poco più di mezz’ora, i nostri i tre faggi che, eleganti ed imponenti, sono facilmente visibili anche dalla vallata. Poco distante sorge il caratteristico monumento circondato da una particolare struttura architettonica.

Dopo una breve sosta, appagati dall’ampio panorama sulla valle Imagna e sull’imponente Resegone, proseguiamo imboccando il segnavia 571 CAI che, con moderata pendenza, attraverso alcuni pinnacoli e percorsi in cresta, raggiunge la vicina vetta dello Zuc di Pralongone, a quota 1503 metri. Rimanendo sempre in quota, continuiamo la nostra ciaspolata che ora offre ampi panorami anche sul versante opposto, quello verso la Val Taleggio. In circa mezz’ora raggiungiamo l’ampia collinetta ove sorge la Madonna dei Canti, a quota 1563 metri.

Seguendo le indicazioni, ma anche la traccia nella neve sicuramente lasciata da altri escursionisti, scendiamo di quota ed inoltriamoci nel fitto bosco che abbastanza ripidamente raggiunge il passo del Grassello. A questo punto, qualora stanchi, possiamo decidere di scendere ulteriormente e chiudere il giro ad anello sino a raggiungere il punto di partenza. Oppure, seguendo l’indicazione della segnaletica CAI, proseguiamo con direzione del Passo del Palio. Il sentiero si fa ora più ripido e, passando per un rado bosco, proseguiamo con direzione della cima. Usciti dal bosco raggiungiamo la dolce vetta dello Zuc di Valbona, a quota 1546 metri.

Scendiamo di quota lungo la comoda carrareccia innevata e, passando poco sotto il Rifugio Tironi Consoli, eventualmente raggiungibile in breve, seguiamo le indicazioni per il Rifugio del Grande Faggio che fiancheggeremo percorrendo un breve sentiero. Poco sotto riprendiamo la carrareccia, ora divenuta sempre più somigliante ad una classica strada, che percorriamo in leggera discesa; passate sporadiche abitazioni raggiungiamo alcuni bivi che oltrepassiamo tenendo la sinistra. Continuiamo la lunga camminata lungo la quella strada, divenuta ora via Resegone, sino a verso l’abitato di Fuipiano. Passato il caratteristico Municipio, collocato sulla nostra destra, probabilmente dopo aver abbandonato le ciaspole, raggiungiamo l’incrocio con la via Milano e quindi il nostro punto di partenza.

Scesi dalla dolce duna dello Zuc di Valbona, facendo attenzione a non scivolare, non resta altro che ciaspolare lungo tutta la dorsale della Costa del Palio ammirando l’imponente Resegone che, sempre più vicino, sembra quasi di raggiungere. Passiamo in breve il passo di Valbona sino ad arrivare al Passo del Palio.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 3 Febbraio 2010
Località di partenza Fuipiano Imagna
Sentieri utilizzati 579A – 571 CAI
Tempi di percorrenza 3 ore e mezza circa (percorso di salita)
Altitudine massima 1563 metri
Attrezzatura Da escursionismo + ciaspole
Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
Acqua sul percorso No
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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