Rifugio Tagliaferri

Rifugio Tagliaferri

La storia del rifugio Tagliaferri è di quelle vere, che ti colpiscono nel profondo. Racconta di un sogno, quello di un alpinista, il vilminorese Nani Tagliaferri, e del suo ambizioso desiderio di realizzare un rifugio alpino. Un sogno, però, tragicamente interrotto, quando nel 1981 l’esperto alpinista perse la vita, insieme a Livio Piantoni e Italo Majad, ad un passo dalla conquista del Pukajirka Andino. Un sogno che comunque non svanisce nel nulla ma viene amorevolmente raccolto dal fratello di Nani, Francesco Tagliaferri, oggi attuale gestore, che, con l’aiuto di alcuni amici, magicamente lo realizza.

Descrizione del percorso

Tra i diversi i sentieri che permettono di raggiungere il più alto rifugio delle Orobie, primato che spetta appunto al Rifugio Tagliaferri ubicato appena sotto il Passo di Venano ad una altitudine di 2328 metri, scelgo quest’oggi quello che parte da località Ronco di Schilpario. Pertanto, parcheggiata l’autovettura nell’area di sosta ove sono presenti le indicazioni per il rifugio, imbocchiamo il segnavia 413 CAI. Inizialmente quasi pianeggiante, il sentiero si addentra poi nel fitto bosco dove alcuni studenti delle elementari hanno allestito diversi cartelloni che educano al comportamento e al rispetto negli ambienti naturali. Ultimo tra questi cartelli è quello simpatico di un’orsetto che narra la favola della valle che ci accingiamo a percorrere: la Valdelvò. Dopo circa due chilometri dall’inizio dell’escursione, il sentiero raggiunge un bivio importante, quello che a destra conduce in breve alle cascate del Vò e quello che, risalendo lievemente verso sinistra continua verso il Rifugio Tagliaferri. A voi la scelta se proseguire oppure ritagliarsi una breve puntatina (scelta che consiglio) alle vicine Cascate del Vò per poi far ritorno al bivio e quindi proseguire nuovamente verso il Tagliaferri.

Riprendiamo il cammino lungo il sentiero 413 CAI sino ad alzarci pian piano e sbucare in un ampio pianoro erboso al centro della quale scorre il torrente Vò. Continuiamo lungo il facile sentiero che si mantiene sulle sinistra del torrente e poi, raggiunto un successivo pianoro, lo oltrepassa attraverso un caratteristico ponticello in legno. Raggiunta in breve la particolare baita Venano di Mezzo, oltrepassiamola alle spalle e risaliamo ripidamente il sentiero che, appena dopo, torna pressochè pianeggiante passando un tratto scavato nella roccia protetto da alcuni paletti uniti da fil di ferro. Mantenendo a sinistra un’altra bella cascata del Vò, ci alziamo passando una zona ove sono presenti enormi massi. Poco oltre, raggiungiamo la Baita Venano di Sopra ed un altro verdissimo pianoro erboso. Alzando lo sguardo, possiamo già intravedere la bandiera italiana che segnala il luogo in cui è ubicato il rifugio Tagliaferri.

Percorso a semicerchio l’ampio pianoro, iniziamo la risalita della costiera del Sòlega che, rimanendo esposta a nord, si presenta oggi con alcuni tratti ghiacciati. E’ un lungo districarsi tra tornanti che risalgono questo fondo roccioso contornato da cespugli che, però, ci permette velocemente di guadagnare quota. Il sentiero prosegue ora su fondo roccioso, oltrepassando diversi rivoli d’acqua che scendono dal versante montano. Raggiungiamo un superiore pianoro roccioso attraversato da un rivolo d’acqua e continuiamo lungo l’evidente sentiero che perde un poco la sua pendenza mantenendosi ai piedi del Pizzo Tornello che ora si staglia imponente difronte a noi.

Man mano che proseguiamo, possiamo scorgere parte della struttura del Rifugio Tagliaferri mentre su alcune rocce troviamo anche le indicazioni dei chilomentri sinora percorsi. Superati i laghetti del Tornello, il sentiero diviene quasi pianeggiante e prosegue senza particolari difficoltà sino ad un breve tratto attrezzato che aiuta nel passaggio di una zona franata. In breve raggiungiamo il biavio con il sentiero naturalistico Curò (piegando a sinistra) ed il Rifugio Tagliaferrri. Proseguiamo diritti e, passato un brevissimo tratto roccioso nel quale occorre aiutarsi con le mani, raggiungiamo il Passo di Venano, a quota 2328 metri, ove è presente una grossa campana da suonare. Poco sotto, la nostra sudata meta: il Rifugio Tagliaferri.

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
 

Data dell’escursione 9 Ottobre 2011
Località di partenza Ronco di Schilpario
Sentieri utilizzati 413 CAI
Tempi di percorrenza 4 ore circa
Altitudine massima 2328 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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