Laghi di Valgoglio ad anello

Laghi di Valgoglio ad anello
Giro dei laghi di Valgoglio

L’escursione ai laghi di Valgoglio è una bella camminata che, con un facile giro ad anello adatto a tutte le gambe, tocca numerosi laghetti intorno a quota duemilametri. Una facile escursione che nel periodo invernale, quando la neve ricopre ogni cosa ed il ghiaccio può diventare insidioso, diviene di notevole impegno e riservata ad escursionisti esperti, soprattutto per alcuni tratti dove occorre compiere non facili traversoni da affrontare obbligatoriamente muniti di un bel paio di ramponi.

Descrizione del percorso

Nessun problema se le difficoltà dell’escursione vengono affrontate, come quest’oggi, in compagnia di una persona veramente eccezionale: l’amico Vittorio Coita. Sarà lui, infatti, che mi accompagnerà lungo l’intero giro ad anello. Un modo per condividere concretamente un’amicizia rimasta sinora relegata nel freddo mondo di facebook e, considerato che ci troviamo nel periodo delle festività natalizie, anche un occasione per brindare insieme al Santo Natale e all’arrivo del nuovo anno.

Rivista Orobie
Rivista Orobie

Anello dei Laghi di Valgoglio
La copertina del mensile “OROBIE” di marzo 2012 con una foto dell’escursione

Il tragitto è quello classico con partenza dalla frazione Bortolotti di Valgoglio già descritto in altre precedenti escursioni. Imboccato il segnavia 228 CAI, percorriamo il sentiero che risale lungo le condotte dell’Enel. Raggiunte le costruzioni dei guardiani delle dighe, lasciamo a destra l’imponente muraglia della diga del Lago Succotto e pieghiamo a sinistra risalendo il ripido sentiero che conduce sin sotto la Capanna Giulia Maria.

Proseguendo lungo il sentiero, risaliamo verso destra sino a raggiungere la poco distante Capanna Lago Nero. Ancora un breve strappo oltrepassato il rifugio ed eccoci al bivio che a sinistra conduce verso la Val Sanguigno e il Monte Pradella. Noi proseguiamo diritti, fiancheggiando l’esteso bacino del Lago Nero sino a raggiugere, dopo un breve dislivello, il più elevato dei laghi che toccheremo in quest’escursione: il Lago di Aviasco. Ora il tragitto diviene maggiormente impegnativo poiché, oltrepassata la diga del bacino di Aviasco ed aver piegato a destra, ci troveremo ad affrontare in discesa alcuni traversoni innevati. Indispensabile quindi l’utilizzo di un buon paio di ramponi. Proseguiamo con cautela sino a raggiungere il lago di Campelli Alto, quindi, ancora in discesa, il sottostante lago di Campelli Basso. Dopo un breve tratto pianeggiante eccoci a dover affrontare uno dei tratti più esposti e panoramici dell’interno giro ad anello. Il sentiero prosegue assicurato da alcune funi di metallo mentre la vista spazia sin verso la Presolana e, sotto di noi, sul lago Succotto che improvvisamente rimpicciolisce da quest’altura. Affrontiamo quindi la ripidissima scaletta, anch’essa assicurata da una provvidenziale fune metallica ed ecco raggiunto anche l’ultimo lago: il Lago del Cernello. Dall’omonima baita, dopo aver festeggiato il Santo Natale, io e Vittorio proseguiamo in discesa verso il Lago Succotto e, raggiuntolo, pieghiamo a sinistra verso le prime baite sottostanti la costa d’Agnone, quindi giù sino a Valgoglio.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell'escursione 23 Dicembre 2011
Località di partenza Valgoglio, frazione Bortolotti
Sentieri utilizzati Non classificato
Tempi di percorrenza 4 ore circa (percorso ad anello)
Altitudine massima 2070 metri (Lago di Aviasco)
Attrezzatura Da escursionismo + ramponi
Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale punto di appoggio al Rifugio Lago Nero

Il foto racconto di Vittorio Coita

 

Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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