Monte Cadelle

Monte Cadelle
Monte Cadelle

Cima altamente panoramica, tant’è che il Disgrazia, il Bernina, il Pizzo Badile ed il Cengalo sembrano ad un soffio da noi. La vetta del Monte Cadelle è anche il ricordo della tragica alluvione che colpì la Valtellina e la Val Brembana nel Luglio 1987. Per tal motivo, oggi, anziché la classica croce, sulla sua cima svetta la statua dell’Arcangelo Gabriele, conosciuta come l’Angelo delle Cadelle.

Descrizione del percorso

Si parte da Piano, piccolo borgo di Foppolo, dove è possibile parcheggiare l’autovettura. Raggiunta la piazzetta del caratteristico nucleo abitativo, con tanto di fontana e santella votiva, seguiamo le indicazioni del segnavia F9, poste lungo lo spigolo in pietra di una abitazione. Percorriamo la comoda mulattiera che, salendo alle spalle del piccolo borgo, raggiunge in breve una prima baita isolata. Pieghiamo a sinistra sino a raggiungere un’altra baita ove è posta una prima indicazione del segnavia 201 CAI. Seguendo tale indicazione risaliamo il breve tratto erboso per poi inoltrarci nel fitto bosco.

Dopo circa mezz’ora di salita con pendenza costante lungo la comoda mulattiera, usciamo dal bosco e raggiungiamo un’ampia zona pascoliva. Uno sguardo alle spalle sul cementificato abitato di Foppolo ci invita a continuare lungo il nostro faticoso ma naturale sentiero alpino. Superata una piccola cascatella, risaliamo questi pendii erbosi passando tra baite di pastori, alcune delle quali ora in stato d’abbandono. Il paesaggio muta presto e, con la nostra meta ben visibile di fronte a noi, ci troviamo ora in un’ampia conca circondati dai macereti che scendono dal monte Valegino e dal monte Cadelle.

Continuiamo a salire verso il Passo di Porcile e, superato un bellissimo laghetto dal particolare color rosa, raggiungiamo un ultima baita, posta a quota 2230 metri. Immediatamente prima di tale baita, abbandoniamo il sentiero principale (201 CAI) e, seguendo le indicazioni poste su una pietra, prendiamo verso destra per il monte Cadelle. Il sentiero si fa ora più impegnativo ma anche più divertente. Dopo aver attraversato un primo tratto pietroso, nel quale a darci la direzione sono alcuni omini in pietra, prendiamo velocemente quota risalendo, con faticosi zig zag, un ripido canale erboso, a sinistra di una parete rocciosa. Ancora un ultimo sforzo sul dorso erboso e siamo in vetta, a quota 2483 metri. Vicini alla scultura raffigurante l’Arcangelo Gabriele a tre teste rivolte verso la Val Lunga, la Val Madre e la Val Brembana, possiamo ammirare l’infinito panorama sulle lontane Alpi Retiche ma anche sui vicini laghi di Porcile, posti proprio sotto di noi.

Dopo aver ritemprato anima e corpo è possibile far ritorno al punto di partenza utilizzando lo stesso sentiero di salita oppure, per chi non ne avesse ancora abbastanza, è possibile raggiungere i bellissimi laghetti di Porcile, tre perle orobiche di origine glaciale che, ubicati alla testata della val Lunga, trovandosi a quote differenti lungo un disegno a spirale ascendente, la loro conformazione viene definita “a rosario”. Per raggiungerli scendiamo di quota e dalla cima Cadelle percorriamo a ritroso il sentiero di salita sino a raggiungere la zona rocciosa con gli omini in pietra. Molto prima di raggiungere l’ultima baita ove nel corso della salita abbiamo abbandonato il segnavia 201 CAI, potremo facilmente scorgere un sentiero che si stacca a destra verso il passo di Porcile. Percorriamolo e attraverso un tratto a mezza costa non difficile raggiungiamo in breve il valico montano, a quota 2290 metri. Non resta altro che scendere a valle seguendo il segnavia 201 CAI e raggiungere il primo e più elevato dei tre laghetti per poi proseguire l’escursione verso le restanti due perle orobiche.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 28 Luglio 2010
Località di partenza Foppolo
Sentieri utilizzati F9 – 201 CAI
Tempi di percorrenza 2 ore e mezza circa
Altitudine massima 2483 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Nulla
Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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