Monte Gioco ad anello

Monte Gioco ad anello
Monte Gioco da Lepreno

Conosciuto anche con il nome di Monte Zucco, il Monte Gioco è una bassa piramide erbosa che si eleva tra la Val Brembana e la Val Serina. Come spesso accade per queste modeste cime (l’altitudine raggiunta oltrepassa di poco i 1300 metri di altitudine) la sua vetta riserva un sorprendente panorama che si estende a trecentosessanta gradi sulle rinomate cime del gruppo M.A.G.A. (Menna, Arera, Grem ed Alben), che fin da subito accompagnano la facile camminata con partenza da Lepreno, sul gruppo delle Grigne, visibili dalla dorsale che conduce alla vetta, ed in generale su tutto l’arco orobico.

Descrizione del percorso

Come premesso, il punto di partenza di questa piacevole escursione, e quindi anche il punto di arrivo visto che si parla di un giro ad anello, è il piccolo borgo di Lepreno, frazione di Serina. Lasciata l’autovettura nel parcheggio antistante l’istituto bancario, seguiamo le indicazione del segnavia 598 CAI, con direzione del Monte Gioco, risalendo la larga scalinata che ci conduce tra le case della piccola frazione. Seguiamo il passaggio pedonale sino a superare le ultime case a monte, sino a raggiungere l’ampia distesa prativa alle pendici del Monte Gioco. Oltrepassate due baite, proseguiamo lungo il facile sentiero, sempre ben segnalato, che successivamente si alza con moderazione con ampi zig zag. Le brevi soste ci permettono di osservare alle spalle il bel panorama sulla Val Serina, sul Pizzo Arera ed il Monte Alben.

Dopo quasi un’ora di comoda camminata, sempre a favore del sole, raggiungiamo una seconda segnaletica CAI. Pieghiamo a sinistra e, con maggiore pendenza, risaliamo l’ultimo tratto in facile cresta che precede la croce. Il versante opposto è tutto a favore della Val Brembana.

Raggiunto il culmine del monte, proseguiamo un breve tratto quasi pianeggiante ed eccoci presso la croce di vetta, a quota 1366 metri. Pur essendo una cima di modesta entità, la favorevole posizione permette di godere di un esteso panorama su molte delle principali vette orobiche.

Per il ritorno possiamo utilizzare il medesimo percorso di salita oppure proseguire lungo la facile dorsale che discende verso il borgo di Spettino, quel gruppo di poche case che si intravedono appena sotto di noi osservando in direzione del versante brembano, verso San Pellegrino. La discesa non è mai troppo difficile, occorre solo prestare attenzione ad eventuali tratti ghiacciati che persistono nelle zone più in ombra. In breve si raggiungono le prime case e quindi la strada inizialmente sterrata e poi asfaltata che scende verso valle. Al secondo tornante che discende piegando a destra, in corrispondenza di alcuni garage ed piccolo condominio bianco a più piani, troviamo sulla sinistra il classico segnale sentieristico bianco e rosso. Addentriamoci in quello che potrebbe inizialmente sembrare un cortile privato e fiancheggiamo il condominio bianco a più piani, mantenendolo a destra. Immediatamente dopo avremo modo di notare il proseguimento del sentiero che ora si presenta come una larga mulattiera. Seguiamola e, raggiunto il suo termine, scendiamo a destra imboccando il classico sentiero montano che, pressochè in falsopiano, raggiunge, con un ampio semicerchio, una caratteristica santella votiva. Proseguiamo alle spalle della santella discendendo la larga mulattiera che prosegue in leggera discesa attraversando gli erbosi versanti sud del Monte Gioco. Continuiamo il facile cammino oltrepassando un’altra santella votiva, sino a raggiungere il punto di partenza.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 26 Gennaio 2012
Località di partenza Serina, frazione di Lepreno
Sentieri utilizzati 598 CAI
Tempi di percorrenza 3 ore e mezza circa
 massima 1366 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Percorso ad anello

 

Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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