Passo Venina

Passo Venina

Il Passo Venina, posto a quota 2444 mt., offre una splendida vista panoramica sull’omonima valle, tributaria della Valtellina, con il grande Lago di Venina, sino alle Alpi Retiche perennemente innevate. Sul versante di ascesa, quello bergamasco, la vista si apre invece sulle famose vette della conca del Calvi: il Monte Aga, il Diavolo di Tenda con il Diavolino, il Poris, il Grabiasca, il Madonnino ed il Cabianca.

Descrizione del percorso

Il sentiero per raggiungere il Passo Venina è inizialmente quello contraddistinto dal nr. 210 CAI che da Carona, frazione Pagliari, proseguendo lungo la cd. strada dell’Enel, porta verso Lago del Prato. Si oltrepassa la Cascata di Valsambuzza, si prosegue oltre la Baita Birone, e, poco oltre, in corrispondenza di apposita segnaletica, ci inoltriamo nel bosco alla sinistra che, salendo con moderata pendenza, conduce sino al Baitone. Volendo, anziché inoltrarci nel bosco, si può proseguire comodamente sino al Lago del Prato e salire successivamente a sinistra per incrociare il sentiero 224 CAI.

Oltrepassato il Baitone, imbocchiamo la comoda mulattiera del segnavia 224 CAI che sale verso il Rifugio Longo, poco dopo visibile in lontananza. Percorrendo lungo tale mulattiera, poco prima di giungere al Rifugio Longo, incontriamo sulla sinistra l’indicazione per il Passo Venina, segnavia 254 CAI, che salendo lungo pendii erbosi passa la Baita Masoni ed in circa 1 ora e 45 minuti conduce sino al passo Venina.

Se vogliamo allungare di poco l’escursione possiamo continuare lungo la mulattiera del segnavia 224 CAI sino a raggiungere il Rifugio Longo. Continuiamo salendo sino al Lago del Diavolo, proprio sotto l’imponente Monte Aga, zona tra l’altro frequentata da numerosi stambecchi, e, seguendo alcune indicazioni scritte sulla condotta d’acqua interrata, prendiamo a sinistra con direzione passo Cigola e Passo Venina. Immediatamente dopo l’indicazione per il passo Cigola si distaccherà verso destra.

Proseguiamo camminando lungo la condotta d’acqua interrata che, passando da un punto attrezzato con corde, raggiunge un cunicolo scavato nella roccia. Proseguiamo ancora sino ad incrociare ed imboccare il segnavia 254 CAI che, proveniente dalla mulattiera per il Rifugio Longo e poi dalla Baita Masoni, sale con diversi tornanti in un ampio manto erboso.

Continuiamo lungo il sentiero che successivamente si snoda in una zona pietrosa e ripida, a volte sostenuta da muri a secco costruiti all’epoca della Prima Guerra Mondiale, portandoci in breve sino alla cresta, a quota 2500 mt., dalla quale il panorama spazia a 360°. Poco sotto raggiungiamo il passo Venina.

Nel fare ritorno a casa, possiamo seguire per intero il tratto del segnavia 254 CAI che dalla cresta scende, passando dalla Baita Masoni, sino alla mulattiera per il Rifugio Longo.

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 17 Ottobre 2008
Località di partenza Carona, frazione Pagliari
Sentieri utilizzati 254 CAI
Tempi di percorrenza 3 ore e mezza circa
Altitudine massima 2444 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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