Rifugio Salmurano

Rifugio Salmurano

Lasciata l’autovettura poco prima dei piani dell’Avaro, in alta Valle Brembana, precisamente in località curva degli “scioc” a Cusio, imbocchiamo il sentiero 108 CAI che in breve tempo, senza particolare difficoltà, ci condurrà sino a Casera Valletto e, dopo poco, sino alla Fonte San Carlo ove è possibile dissetarsi.

Descrizione del percorso

Da questo punto in poi il sentiero diviene poco più ripido ma comunque sempre facilmente percorribile. Superato il bivio per la variante dei Vitelli, che in alternativa al classico tragitto, conduce al rifugio Benigni, continuiamo salendo sul fianco destro della vallata, verso il passo Salmurano (2015 mt. s.l.m), sino a raggiungere il prossimo bivio che a destra porterà, attraverso un ripido ed impegnativo canalone roccioso, sino al Rifugio Benigni mentre verso sinistra, passando dal predetto passo, sino al rifugio Salmurano nel Pianone di Pescegallo (Orobie Valtellinesi).

Seppure inizialmente la destinazione prevista era quella del rifugio Benigni, abbiamo dovuto desistervi a causa della neve e delle lastre di ghiaccio presenti sul canalone roccioso che ci hanno impedito la salita in condizioni di sicurezza.

La deviazione non ha comunque pregiudicato l’esito dell’escursione. Infatti, ritornati al precedente bivio, abbiamo quindi preso verso destra e, raggiunto, dopo pochi minuti, il passo Salmurano, dal quale è stato possibile godere di un indimenticabile panorama, siamo scesi, ancora per circa una ventina di minuti, sino alla nostra seconda destinazione: il Rifugio Salmurano.

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
 

Data dell’escursione 2 Novembre 2007
Località di partenza Cusio, curva degli Sciocc
Sentieri utilizzati 108 CAI
Tempi di percorrenza 2 ore e mezza circa
Altitudine massima 1848 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si, presso la Fonte San Carlo
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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