Ciaspolata sul Monte Linzone

Ciaspolata sul Monte Linzone

Il Monte Linzone: la cima più alta della dorsale dell’Albenza, il gruppo montuoso che costituisce la prima propaggine delle Prealpi ed Alpi Orobiche sulla pianura padana. Così recita l’ultimo dei due pannelli indicatori presenti in prossimità della croce posta sulla cima a quota 1392 metri.

Descrizione del percorso

Una delle vie di accesso più frequentate e maggiormente segnalate è quella che parte da Roncola San Bernardo dove, superato il cimitero, ubicato lungo la via Pradone, lasciamo l’auto per imboccare a destra il segnavia 571 CAI. Il sentiero si inerpica nel bosco con moderata pendenza sino a raggiungere una prima baita circondata da un esteso muretto in pietra.

Ormai usciti dal bosco, continuiamo a salire con maggiore pendenza, facendo eventualmente una breve sosta di riflessione alla Madonnina G.A.M. Ramera, sino a raggiungere poi un costone roccioso, ove occorre prestare maggiore attenzione poiché a tratti ghiacciato, per poi uscire sui panoramici prati innevati della cresta sommitale che ci condurranno alla meta.

Si prosegue ora quasi fiancheggiando il Santuario dedicato alla Santa Famiglia di Nazareth e, procedendo lungo cresta, in pochi minuti raggiungiamo l’ampia vetta sulla quale sorge una grande croce in ferro.

Dalla vetta il panorama si estende veramente a 360 gradi sulle principali vette delle orobie, l’Alben, l’Arera, il Menna, il gruppo del Tre Signori, il Venturosa, ed oltre ancora sino al massiccio del Monte Rosa. Alle spalle abbiamo la nostra pianura padana che si estende all’infinito.

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 13 Febbraio 2009
Località di partenza Roncola San Bernardo
Sentieri utilizzati 571 CAI
Tempi di percorrenza 1 ore e mezza circa (tempo indicativo di salita)
Altitudine massima 1392 metri
Attrezzatura Da escursionismo + ciaspole
Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)
Acqua sul percorso No
Note Nulla

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *