Val Sanguigno in autunno

Val Sanguigno in autunno

La Val Sanguigno, una delle più belle vallate delle orobie. Incanta in ogni stagione: d’estate, quando i suoi numerosi rivoli d’acqua sono fresca fonte per i tanti escursionisti che la percorrono; d’inverno, quando il calpestar della neve è l’unico rumore che accompagna il viandante; …oppure, in primavera: quando – magicamente – tutt’attorno si risveglia.

Descrizione del percorso

E’ però l’autunno la stagione migliore per immergersi in quest’affascinante vallata. Quando, raggiunta Valgoglio e lasciata alle spalle la grigia città, t’incammini lungo quest’infinito sentiero che risale sin verso l’omonimo passo. Costantemente accompagnato dallo scrosciare degli innumerevoli corsi d’acqua, il cammino è dolce e mai troppo pericoloso. Tutt’attorno un tripudio di colori e profumi ti avvolge e, magicamente, dimentichi ogni fatica. Dall’alto dell’omonimo valico, ora accarezzato dalla prima neve, lo sguardo volge sulla spettacolare vallata, ed oltre, verso l’infinito.

Il sentiero è quello classico, contraddistinto dal nr. 232 CAI, che parte da Valgoglio, presso la centrale dell’Enel, e che seguiremo sino al passo di Val Sanguigno. Appena superato lo stabile della centrale, ci troviamo difronte ad una prima scelta: a sinistra per la via ripida che conduce al Rifugio Gianpace oppure, mantenendoci a destra, si prosegue lungo il comodo sentiero pietroso che fiancheggia in tutta tranquillità lo scrosciante torrente Sanguigno. La scelta di proseguire lungo quest’ultima comoda via, mi permette, in più punti, di abbandonare momentaneamente il sentiero per qualche scatto fotografico rubato alle bellissime cascatelle d’acqua.

Raggiunto il bivio sentieristico per località Bortolotti, pieghiamo a sinistra ed oltrepassiamo il breve ponticello in cemento. Ora il sentiero si alza con moderazione immergendosi negli autunnali colori accesi che il fitto bosco regala. E’ una passeggiata comoda con qualche tratto di sentiero che presenta delle sicure gradinate in pietra oppure è parzialmente acciottolato. Usciti dal bosco, il sentiero si avvicina nuovamente all’impetuoso torrente; proseguendo, raggiungiamo in breve un secondo ponticello in cemento: a sinistra è collocata la Baita o Rifugio Gianpace mentre a destra si prosegue verso il Passo Val Sanguigno.

Lasciata a sinistra la caratteristica baita Gianpace, proseguiamo mantenendoci alla destra del torrente Sanguigno, lungo il segnavia 232 CAI. Gli spazi sono ora più aperti ed il fitto bosco ha lasciato spazio ad ampie zone prative mentre il sentiero acquista maggiore pendenza. Dopo venti minuti di cammino, raggiungiamo una classica segnaletica del CAI. Proseguiamo verso sinistra e, mentre ci alziamo pian piano lungo il versante sud del Monte Crapel, non possiamo non volgere lo sguardo alla nostra sinistra, sulla bastionata formata dal Monte Secco, dal Fop e dall’Arera. Continuiamo il facile cammino sino alle baite Bindagola. Con qualche ampio zig-zag, prendiamo quota sino a raggiungere un bel laghetto alpino. Tutta la vallata è ricca d’acqua: laghetti, rivoli, ruscelli e torrenti la percorrono e l’attraversano.

Proseguiamo in leggera salita, seguendo anche qualche sporadico omino di pietra, sino a raggiungere le indicazioni poste sulla facciata di un grosso masso interrato che indicano: Pradella Passo Farno e L. Gemelli. Naturalmente pieghiamo verso sinistra (direzione Laghi Gemelli)  risalendo quest’ultimo tratto che, in breve, ci permette di raggiungere lo spettacolare valico del Passo Val Sanguigno Ovest, a quota 2320 metri di altitudine. Il versante opposto è tutto dedicato alle cime della conca dei Gemelli: il Monte Spondone, il Tonale, il Pizzo Orobie ed il Pizzo dell’Orto. Più in basso il grande bacino dei Laghi Gemelli.

Gallery fotografica

Tracciato GPS
Non disponibile.
Scheda sintetica
Data dell’escursione 2 Novembre 2011
Località di partenza Valgoglio
Sentieri utilizzati 232 CAI
Tempi di percorrenza 4 ore circa
Altitudine massima 2320 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso Si
Note Eventuale appoggio al Rifugio Gianpace

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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