Scaletta Ripa Pasqualina

Scaletta Ripa Pasqualina
Bergamo - Scaletta Ripa Pasqualina

Apparentemente innocua e dall’aspetto tutt’altro che d’antico viottolo, la Ripa Pasqualina inizia il suo cammino all’incrocio con via Astino di Bergamo, proprio ai piedi dell’antica torre medioevale, dalla quale si allunga sempre pianeggiante sino a via Del Celtro.

Ancora asfaltata prosegue poi nel breve tratto ombroso e dopo il bivio con via Moratelli entra nella parte di protagonista: ora pedonale e subito gradinata, a tratti bisognevole di qualche sistemazione, la Ripa Pasqualina si alza energicamente fiancheggiata geometrici muri a secco; alto quello di sinistra, divide dal giardino di una lussuosa villa, mentre quello di destra, più basso, consente di osservare l’ampio panorama sui verdi prati ed il borgo di Longuelo. Nei pomeriggi d’estate è avvolta dal rilassante canto delle cicale.

Prosegue poi sempre più stretta, a tratti disconnessa, sino ad immergersi ancora nella frescura di un piccolo boschetto. Ora fra alte pareti di belle dimore, volge poi a sinistra e ritorna pianeggiante sul selciato pietroso. Manca ancora poco al suo termine e, superato il bivio con lo stretto viottolo di via Sudorno, degrada leggermente sino a sbucare su via San Martino della Pigrizia dove l’ampia veduta su Città Alta appaga la fatica della salita.

Gallery fotografica

Partenza via Astino
Arrivo via San Martino della Pigrizia
Sviluppo 900 metri
Dislivello 70 metri
Tempi 20 minuti
Difficoltà Lunga e moderatamente faticosa
Acqua sul percorso No
Illuminazione notturna No

 

Cristian

Cristian

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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