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Monte Moregallo via Preguda

Monte Moregallo via Preguda Monte Moregallo via Preguda

A Piazza Rossè vengo accolto dal trambusto di camion, ruspe e persino da una trivella che affonda le proprie lame nel terreno tutt’attorno ad un bel casolare.

Ma l’incubo dura poco, ed imboccata la ripida mulattiera svanisce lasciando spazio a tutto quanto di piacevole possa riempire un bel sogno: la quiete nel bel mezzo della natura, una lunga cresta frastagliata con venature che scendono ripide a valle, ampi ed infiniti panorami sul Lario e quella stranissima Pietra Aguzza, la Pietra Preguda, quel "Sasso che, prima che gli uomini potessero serbar memoria della cosa, fu strappato alle Alpi Retiche, e portato qui dal decorso dei ghiacci per mostrare attraverso i secoli la potenza del Sommo Artefice e che fu descritto ed illustrato dal sacerdote Antonio Stoppani cultore eminente delle Scienze Naturali - Anno 1878 d. C.". Un sogno chiamato Moregallo!

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 21 Agosto 2013
Località di partenza Valmadrera, via Piazza Rosse'
Sentieri utilizzati Nr. 6
Tempi di percorrenza 2 ore e mezza circa
Altitudine massima 1276 metri (Monte Moregallo)
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico) - EE (Escursionisti Esperti) cresta Moregallo
Acqua sul percorso Si (presso la Fonte Sambrosera)
Note Il tratto EE è munito di catene 

 

Descrizione itinerario

Lasciata l’autovettura nei pochi posti disponibili in via Piazza Rossè di Valmadrera, imbocchiamo a destra la comoda mulattiera, contrassegnata dal segnavia nr. 6, che pian piano lascia alle spalle le ultime abitazioni e s’insinua nella ricca vegetazione con direzione del Sasso Preguda e del Moregallo.

Il sentiero sale con dolce pendenza e fiancheggia alcune caratteristiche casote, edifici rurali in pietra che un tempo erano utilizzate dai contadini come ricovero per la notte o come rifugio d’emergenza per ripararsi da un improvviso maltempo e che oggi sono tornate al loro originario ed agreste splendore grazie al recupero dei Volontari di Valmadrera.

Raggiunto il Pradello, proseguiamo ancora con moderata salita sino a raggiungere il panoramico pianoro erboso sul quale è adagiata la caratteristica chiesetta di Sant’Isidoro, costruita a ridosso del masso erratico conosciuto col nome di Sasso di Preguda.

Il percorso si fa ora più impegnativo ma anche più panoramico. Ripartiti dopo la meritata sosta, lasciamo alle spalle la chiesetta ed imbocchiamo il sentiero che, con maggiore pendenza, risale qualche zig zag sino al bivio dello Zucon, a quota 876 metri di altitudine; Lasciamo a sinistra la direzione per la Forcellina e Sambrosera e proseguiamo verso destra con direzione del Monte Moregallo.

Man mano che si sale l’ambiente diviene roccioso e più aspro mentre alle nostre spalle si aprono spettacolari panorami sul Lario, il Monte San Martino e le Grigne, il Monte Barro ed ancora più a destra verso il gruppo dei monti Birone, Rai e Cornizzolo. In breve ecco raggiunta la Bocchetta di Sambrosera, a quota 1192 metri di altitudine.

Un ultimo sforzo ancora, prima fra modesti pinnacoli rocciosi e poi sul pianoro d’erba che nella sua leggera inclinazione lascia serpeggiare l’ultimo tratto di sentiero. Infine, finalmente, l’estasi! L’arrivo presso la croce di vetta e la stilizzata Madonnina che capeggiano la panoramica cima del Monte Moregallo, a quota 1276 metri di altitudine. Non resta altro che lasciarsi affascinare dall’infinito saliscendi di cime che, tutt’attorno, in questa di questa particolare zona del Lario, pare sorgano tutte dalle profondità dei tanti bacini lacustri che a valle sbrilluccicano perché colpiti dai raggi del sole.

La seconda parte del percorso, quella che chiude il giro ad anello e fa ritorno a Valmadrera, è riservata ad escursionisti esperti, almeno per il tratto che dalla croce di vetta del Monte Moregallo raggiunge la Bocchetta di Moregge. Nell’eventualità non si desideri affrontare questo tratto aereo ed attrezzato con catene, è possibile far ritorno al punto di partenza utilizzando il sentiero di salita.

Proseguiamo il cammino lasciando alle spalle la croce di vetta e poi la Madonnina. Appena oltre, alcuni tratti di catena ci consentono di discendere un canalino roccioso che termina poche decine di metri più in basso dove la traccia di sentiero si allunga pianeggiante sino alla sella dalla quale si alza l’affilata cresta rocciosa del monte Moregallo.

Il successivo passaggio in cresta è eventualmente evitabile grazie ad una traccia di sentiero che, poco più bassa, consente di raggiungere comodamente la Bocchetta di Moregge.

Risaliamo invece la cresta e con l’aiuto della catena proseguiamo nella facile salita sino al suo culmine dove, quindi, la traccia, ora priva dell’assicurazione della catena, diviene brevemente aerea ed altamente panoramica. Proprio difronte al nostro cammino, infatti, spiccano verso il cielo i tre Corni di Canzo. L’adrenalina, però, dura poco. Infatti, poco oltre, il sentiero discende più comodo sino alla bocchetta di Moregge, a quota 1110 metri di altitudine.

Da quest’ultima, non resterà altro che discendere con tutta facilità il sentiero sempre ben segnalato che, raggiunta la Fonte di Sambrosera, gradevole luogo per una breve sosta e per far rifornimento di acqua, discende infine sino al punto di partenza dell’escursione: Valmadrera.

  • Cartina e tracciato GPS

    8.2 km, 03:12:15

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso di ascesa.

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Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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