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Sui monti con uno zaino

Sentiero Partigiano Tranquillo Bianchi - tronco B

Sentiero Partigiano Tranquillo Bianchi Sentiero Partigiano Tranquillo Bianchi

Dopo il notturno temporale e l’abbassamento delle temperature, che nel bel mezzo della primavera han portato l’inattesa spruzzata di neve oltre i 1300 metri di altitudine, i colori che predominano sulle Prealpi bresciane sono il verde chiaro, o verde primavera, che ricopre prati e foglie, mentre, nell’alto del cielo, è l’azzurro a farla da padrone. Un azzurro che circonda meravigliose e scenografiche nuvole bianche.

Ma lungo questo sentiero, che ricorda l’eccidio del partigiano Tranquillo Bianchi ed i Caduti per la Libertà lumezzanesi, il colore predominante è quello verde bianco rosso del tricolore d’Italia. Come sottofondo, invece, solo il rumore del silenzio, sul quale riverbera il lieto soffiare del vento, oggi piuttosto pungente. Lo stesso lieto e fresco vento che accompagnò il passo dei nostri Partigiani dopo l’8 Settembre e, ancor prima, almeno nell’anno 1500 circa, la contemplazione dell’eremita San Vigilio, inviato in questa meravigliosa vallata da Papa Damaso.

Informazioni sintetiche

Data dell'escursione 25 Aprile 2016
Località di partenza Lumezzane, località Passo del Cavallo
Sentieri utilizzati 370 CAI
Tempi di percorrenza 6 ore e mezza circa
Altitudine massima 1272 metri
Attrezzatura Da escursionismo
Difficoltà E (Escursionistico)
Acqua sul percorso No
Note Trattasi del tronco B del sentiero partigiano

Descrizione itinerario

Lasciata l’autovettura nell’ampia zona di parcheggio del Passo del Cavallo (metri 720 di altitudine), valico alpino a confine tra Lumezzane ed Agnosine presso il quale è stata edificata la bella Chiesetta del Cristo dei Monti, raggiungibile sia dalla Valle Trompia che dalla Valle Sabbia, imbocchiamo, sull’altro lato della carreggiata, il Sentiero PartigianoTranquillo Bianchi e dei Caduti per la Libertà di Lumezzane”, un percorso diviso in due tronchi, noi percorreremo solo il selvaggio tronco B, della lunghezza complessiva di circa 36 chilometri (18 + 18).

Il percorso, sempre ottimamente segnalato dal tricolore italiano, risale dapprima la comoda carrareccia e, superato a destra il primo bivio sentieristico (direzione Monte Prealba e segnavia 370), prosegue pianeggiante sino alla località Campi Buoni (metri 797 di altitudine). Proseguiamo ora in leggera discesa sull’ampia mulattiera che, lasciate alle spalle le poche abitazioni nel bosco, raggiunge l’alveo del sottostante torrente.

Tralasciata l’evidente traccia che davanti a noi si alza con numerosi zig zag, pieghiamo a destra passando appena sopra l’alveo del torrente. Il sentiero prosegue ora in lieve salita e, dopo qualche breve saliscendi, raggiunge una strada sterrata: imbocchiamo quest’ultima verso destra, in comoda discesa, e dopo il bel tratto pianeggiante, in corrispondenza delle indicazioni sentieristiche per il Monte Prealba, abbandoniamola per imboccare a sinistra il sentiero che, finalmente, conferisce un carattere montano all’escursione che sin qui era stata una bella passeggiata.

Imboccata la direzione verso il Monte Prealba, risaliamo questo ripido tratto di sentiero che non conosce zig zag e, passato un capanno da caccia, s’impenna e punta dritto alla cima della prima quota montana, quella del Dos de Rocca (metri 892 di altitudine). Dalla cuspide panoramica è facilmente intuibile il sentiero che ci attende e che ci condurrà sulle prossime facili cime. Fra loro, le cime che in lontananza si alternano in questo splendido scenario naturale, possiamo notare, contraddistinta da una bella croce bianca che svetta verso il cielo, la cima del Monte Prealba. Ma il percorso è ancora lungo e ricco di sorprese!

Sentiero Partigiano Tranquillo Bianchi

Lasciata alle spalle l’erbosa cima del Dos de Rocca, scendiamo lungo il versante opposto e, raggiunta la sottostante sella, dove è presente una bell’area da caccia, risaliamo il ripidissimo sentiero, ancora una volta per nulla allietato da zig zag, che punta dritto alla prossima meta, quella del Monte Coca (metri 1077 di altitudine).

Il sentiero prosegue ora più dolcemente e, lasciata alle spalle la cima del Monte Coca, raggiunge facilmente la Passata Coca dove, quindi, alterna alcuni facili saliscendi. Oltrepassata una piccola edicola mariana, proseguiamo comodamente sino alla Passata della Crocetta (metri 1056 di altitudine) oltre la quale una breve deviazione ci consente di visitare l’Eremo di San Vigilio.

Pertanto, abbandonata la traccia di sentiero partigiano che si stacca verso sinistra e prosegue verso il Monte Prealba, proseguiamo a destra lungo il segnavia 370. Un ampio semicerchio pianeggiante ci consente di raggiungere brevemente la base della cuspide rocciosa che sorregge l’antico Eremo di San Vigilio ed appena oltre un pannello che ne illustra la storia: “Il Santuario di San Vigilio fu edificato nel Cinquecento ed è ricco di affreschi di quel secolo. La tradizione vuole che il Santo avesse qui trovato rifugio durante il suo viaggio di evangelizzazione della Riviera del Garda, della Valle Sabbia e della Valle Trompia. E’ collocato su un poggio circondato da faggi, a 1121 metri s.l.m., e al suo interno si trova un locale adibito a rifugio. A breve distanza, sul crinale che divide Bione da Lumezzane, si trovano le località Crocetta e Cocca, tradizionali sedi di uccellagione con le reti ed oggi di caccia al capanno. Una leggenda narra che quando a Bione stava per nascere un figlio, il padre andava al Santuario di San Vigilio e là, nella cisterna posta accanto all’Eremo, trovava il figlio appena nato e lo portava alla moglie che era rimasta a casa ad aspettarlo bevendo caffè con la comare, come si usava chiamare la levatrice.

La traccia di sentiero che si stacca alle spalle del pannello illustrativo conduce brevemente presso l’Eremo di San Vigilio che possiamo visitare limitatamente alla zona del rifugio.

Terminata la visita, percorriamo a ritroso il breve tratto di sentiero che poco prima ci aveva condotti presso l’Eremo ed in corrispondenza delle sottostanti indicazioni sentieristiche proseguiamo verso il Monte Prealba (segnavia 370). In questo punto il sentiero si divide in ben tre vie possibili: quella a sinistra percorsa poco prima provenendo dalla Passata della Crocetta che naturalmente scartiamo, quella a destra che pianeggiante prosegue verso il Monte Prealba e quella centrale, anch’essa con direzione del Monte Prealba, che però ci consente di raggiungere una quota erbosa molto panoramica, il Dos Pelat. Scegliamo quest’ultima e con moderata pendenza raggiungiamo la panoramica estremità dalla quale il panorama spazia in tutto tondo ed in particolare verso il dirimpettaio Monte Prealba che ora ci apprestiamo a risalire.

Disceso il versante opposto del Dos Pelat, il sentiero si inserisce su quello pianeggiante proveniente dall’Eremo di San Vigilio e nuovamente sul Sentiero Partigiano Tranquillo Bianchi. Proseguiamo fiancheggiando una piccola baita (Caricatore) alla nostra destra ed iniziamo la faticosa salita lungo la traccia che, solcando il crinale sud-est, si sviluppa ora anche tra piccole e facili roccette. Giunti sulla vetta del Monte Prealba (metri 1270 di altitudine), sulla quale spicca l’enorme croce bianca, lasciamoci ora coccolare dall’infinito panorama che ci circonda tutt’attorno: verso sinistra, in lontananza, le amate Orobie con gli inconfondibili Diavolo di Tenda e Diavolino mentre verso destra l’arco montano della Valcamonica.

Riprendiamo il cammino sapendo che il lungo anello ci condurrà ora su un’ultima cima, quella del Monte Camoghera, e presso il Passo della Brocca ove una lapide ricorda la cattura e la fucilazione (16 ottobre 1944) dei lumezzanesi Narcisio Ghidini e Giovanni Faustino Zubani, partigiani della 122^ Brigata Garibaldi.

Lasciamo alle spalle l’enorme croce del Monte Prealba e discendiamo il versante opposto sino alla sottostante Forcella di Prealba (metri 1196 di altitudine), bivio sentieristico presso il quale faremo ritorno dopo la conquisa della Punta Camoghera e del Passo della Brocca.

Calcando sempre il lungo segnavia 370, proseguiamo in salita verso la Punta Camoghera e, raggiunte le successive indicazioni sentieristiche, lasciamo a destra il sentiero 3V che pianeggiante prosegue verso il Passo della Brocca (…lo utilizzeremo per il ritorno dal Passo della Brocca) ed imbocchiamo la traccia che ripidissima si impenna sino alla cima della Punta Camoghera (metri 1240 di altitudine). Da quest’ultima, con attenzione, proseguiamo verso destra lungo l’aereo crinale e, poco oltre, discendiamo verso il bosco sino a raggiungere il vicino Passo della Brocca (metri 1163 di altitudine).

Non resta altro che far ritorno al punto di partenza di questo lungo anello escursionistico. Pertanto, ritornati alla Forcella di Prealba, proseguendo sul sentiero che ora è in comune con il 3V, pieghiamo nettamente a destra scendendo sul versante lumezzanese passando dal Dosso Giallo (metri 1080 di altitudine) sino ad arrivare alla Passatina dove è possibile fermarsi per una piacevole sosta. Sempre su comodo sentiero si raggiunge il Roccolo Cipriano e poi su stradina si rientra al punto di partenza.

  • Cartina e tracciato GPS

    15.1 km, 04:09:23

  • Album fotografico

  • Note

    I tempi di percorrenza sono indicativi e si riferiscono al percorso ad anello.

Read 1312 times
Cristian Riva

Adoro la montagna, risalire lentamente i suoi ripidi versanti, percorrere quei tortuosi sentieri tra fitti boschi ed ampie distese prative. Adoro tutto ciò che l'avvolge e la rende speciale: curiosi animali e coloratissimi fiori, antichi borghi e cadenti cascine abbandonate, il soffio del vento che fischia ai valichi tanto quanto la neve che - candida - cade lentamente, un improvviso temporale tanto quanto l'alba ed il tramonto. Con la fotografia m'illudo di rubare l'emozione di quel momento vissuto sui monti, un'emozione che però porterò sempre con me!

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